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Pertosse

Che cos’è?

La pertosse è una malattia infettiva di origine batterica, molto contagiosa, provocata dal batterio Bordetella pertussis.1

Una donna incinta seduta sul divano accarezza il proprio grembo materno

A differenza di altre malattie infettive, una prima infezione non garantisce un’immunità definitiva: la protezione tende infatti a diminuire con il tempo.1

Il batterio responsabile si insedia soprattutto nelle cellule che rivestono l’apparato respiratorio. Questo porta a una tosse violenta e persistente, spesso accompagnata nel bambino dal caratteristico “urlo inspiratorio” che compare quando chi ne soffre cerca di inspirare.2
La pertosse può colpire persone di tutte le età, ma è più spesso rilevata nei bambini.2

Si tratta di una malattia endemica, cioè sempre presente nella popolazione, con picchi epidemici ogni 3–5 anni. La maggior parte dei casi si concentra nei mesi estivi e autunnali.3

Quali sono i sintomi?

La pertosse, quando si verifica senza complicazioni, dura in media 6–10 settimane (circa 7 settimane) e …

La pertosse, quando si verifica senza complicazioni, dura in media 6–10 settimane (circa 7 settimane) e si manifesta con sintomi diversi a seconda della fase.3
Le fasi della pertosse sono:3

  • Stadio catarrale (1-2 settimane): all’inizio la pertosse assomiglia a un comune raffreddore: naso che cola, starnuti, lacrimazione, tosse leggera e sporadica. La febbre è rara e, quando compare, non è elevata.
  • Stadio parossistico o convulsivo (1-6 settimane, a volte oltre 10): in questa fase la tosse diventa molto più intensa, stizzosa e ripetuta, che termina nei bambini con il caratteristico “urlo inspiratorio” e con l’espulsione di catarro denso e vischioso. Non è raro che gli attacchi siano seguiti da conati di vomito.
  • Stadio della convalescenza (entro 4 settimane dall’inizio): i sintomi iniziano ad attenuarsi e le condizioni generali del paziente migliorano progressivamente.

Negli adolescenti e negli adulti la pertosse tende a dare complicanze meno gravi rispetto ai bambini piccoli.3

Le complicanze più frequenti sono:3

  • perdita di peso (circa 1 persona su 3)
  • incontinenza urinaria (quasi 3 persone su 10)
  • frattura di una costola dovuta alla tosse violenta (circa 4 persone su 100)

La pertosse ha un elevato tasso di mortalità che conta circa 5 decessi ogni 1000 casi, soprattutto nei bambini al di sotto di un anno.3

Se sospetti di avere contratto la pertosse, rivolgiti immediatamente al tuo medico di fiducia. La diagnosi di pertosse si conferma soprattutto isolando il batterio responsabile. Per farlo, si utilizza un esame chiamato tampone nasofaringeo, che consiste nel prelevare un campione dalle vie respiratorie superiori.1

Come si trasmette?

La pertosse ha un periodo di incubazione che di solito va dai 7 ai 10 giorni, anche se…

La pertosse ha un periodo di incubazione che di solito va dai 7 ai 10 giorni, anche se può variare tra 4 e 21 giorni.3
Si trasmette facilmente da una persona malata a chi non è protetto. Il contagio avviene attraverso le goccioline di saliva emesse quando si tossisce, si starnutisce o anche semplicemente parlando.3

È una malattia altamente contagiosa: se hai la pertosse, puoi infettare fino al 90% delle persone suscettibili con cui entri in contatto.3

Il rischio di trasmissione inizia già nelle prime fasi della malattia e può continuare per 3 settimane o più dopo la comparsa dei tipici attacchi di tosse.3

Come si tratta?

Se pensi di avere la pertosse, contatta il tuo medico di fiducia:

Se pensi di avere la pertosse, contatta il tuo medico di fiducia:

  • il trattamento della pertosse si basa soprattutto sugli antibiotici, in particolare l’eritromicina. Se assunti prima della fase parossistica (quella degli attacchi di tosse più intensi), gli antibiotici possono ridurre il periodo in cui la persona è contagiosa e abbreviare la durata della malattia. Tuttavia, non sempre questi farmaci riescono a diminuire i sintomi.1

Per dare sollievo vengono prescritti anche farmaci sintomatici, come antitussivi (contro la tosse), sedativi e antispasmodici.1

Come si previene?

La pertosse induce una certa protezione contro nuovi episodi della malattia, ma questa immunità non dura per sempre:
con il tempo tende a diminuire.2

Se hai avuto la pertosse durante l’infanzia, puoi ammalarti di nuovo da adulto o in età avanzata, anche se spesso in forma più lieve. Tieni però a mente che, anche se non manifesti alcun sintomo, se hai la pertosse puoi comunque trasmettere l’infezione ad altri che non sono immuni.2

Esiste una profilassi antibiotica, definita profilassi antimicrobica post-esposizione (PEP), per prevenire la comparsa di pertosse, se sei stato esposto/a a persone che hanno contratto la malattia.1

Se pensi di aver avuto contatti con qualcuno affetto da pertosse, è importante parlare con un medico, che valuterà se è necessario iniziare una terapia preventiva.4

La vaccinazione contro la pertosse è il metodo di prevenzione più accreditato. I vaccini sono sicuri ed efficaci e sono in grado di ridurre il rischio di forme gravi della malattia, soprattutto nei neonati e nei bambini piccoli.5

Se sei vaccinato ma contrai comunque la pertosse, tenderai a sviluppare una forma di malattia più lieve rispetto a chi non ha ricevuto il vaccino.5

In Italia, l’arrivo del vaccino contro la pertosse ha avuto un impatto positivo enorme: tra il 2010 e il 2013 si è registrata infatti una riduzione del 97,6% dei casi e dei decessi legati alla malattia.3

Oggi però, con il calo delle coperture vaccinali, si osserva un aumento dei ricoveri per pertosse nei bambini sotto l’anno di età, la fascia più vulnerabile.3

Di solito, il vaccino contro la pertosse viene somministrato insieme a quello contro il tetano e la difterite, in una combinazione nota come dTpa.6

Secondo il Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale, il vaccino Diferite-Tetano-Pertosse per gli adulti è raccomandato:6

  • per tutti gli adulti, con un richiamo ogni 10 anni;
  • se sei in gravidanza al terzo trimestre (idealmente intorno alla 28a settimana, in un range che va dalla 27a alla 36a settimana) di ogni gravidanza (anche se una vaccinazione è stata effettuata l’anno precedente o se la donna sia in regola con i richiami del vaccino dTpa);
  • se convivi con un neonato;
  • se sei migrante adulto di recente arrivo, con una storia vaccinale incerta o assente;
  • se devi intraprendere un viaggio internazionale.

Consulta le sezioni dedicate del nostro sito, per scoprire di più sulle vaccinazioni e sulle raccomandazioni ufficiali.

Per approfondire…

  • Tieni a mente che ogni regione può avere introdotto delle specifiche modalità di vaccinazione: informati presso il Centro Vaccinale della tua ASL o ATS per sapere quali vaccinazioni sono previste per te, le tempistiche e con quali modalità puoi accedervi.
  • Maggiori informazioni su Raccomandazioni Regionali in www.vaccinarsi.org.
  • Controlla le informazioni aggiornate sulle raccomandazioni nazionali in https://www.salute.gov.it/new/it/tema/vaccinazioni/


  • Se hai dubbi, puoi chiedere chiarimenti sulla tua specifica situazione al tuo medico di base e consultare il Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale.

    Scopri anche le altre vaccinazioni raccomandate.

Bibliografia:

  1. ISS. Pertosse. https://www.epicentro.iss.it/pertosse/
  2. Ministero della Salute. Pertosse. https://www.salute.gov.it/new/it/scheda-malattia/pertosse/
  3. Vaccinarsi. Pertosse. https://www.vaccinarsi.org/scienza-conoscenza/malattie-prevenibili/pertosse
  4. CDC. About Whooping Cough. https://www.cdc.gov/pertussis/about/index.html
  5. Ministero della Salute. Pertosse prevenzione. https://www.salute.gov.it/new/it/scheda-malattia/pertosse/?paragraph=5
  6. Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale (PNPV).